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FAQ - Quesiti tecnici

Ultimo aggiornamento: 11 maggio 2011

 

11.1 Devo fare la certificazione energetica di un edificio privo di impianto di riscaldamento?

No. Il  punto 9.6 della DGR n. VIII/8745 prevede: “L’applicazione degli obblighi di dotazione e di allegazione agli atti di trasferimento a titolo oneroso dell’attestato di certificazione energetica, di cui al presente punto 9, è esclusa quando l’edificio, o la singola unità immobiliare in caso di autonoma rilevanza di questa, sia privo dell’impianto termico o di uno dei suoi sottosistemi necessari alla climatizzazione invernale o al riscaldamento dell’edificio”.

 

11.2 Come individuo il sistema edificio - impianto? Quanti certificati sono necessari per lo stesso edificio?

Ai fini della redazione dell’attestato di certificazione energetica, il sistema edificio-impianto è costituito da un edificio (involucro edilizio) o da porzioni di edificio, climatizzati attraverso un unico sistema di generazione e caratterizzati dalla medesima destinazione d’uso.

Il sistema edificio-impianto, nel caso di edificio composto da 6 unità immobiliari con medesima destinazione d’uso ed impianto termico centralizzato, è costituito dall’involucro edilizio comprensivo delle sei unità immobiliari e dall’impianto termico che le climatizza.

Il sistema edificio-impianto, nel caso di edificio composto da 6 unità immobiliari con impianto termico centralizzato e due differenti destinazione d’uso, è costituito dall’involucro edilizio della porzione di edificio caratterizzata dalla medesima destinazione d’uso e dalla quota parte di impianto termico che la climatizza.

Il sistema edificio-impianto, nel caso di edificio composto da 6 unità immobiliari con medesima o differente destinazione d’uso ed impianti termici autonomi, è costituito dall’involucro edilizio di ogni unità immobiliare e dall’impianto termico che lo climatizza.

Il sistema edificio-impianto, nel caso di edificio composto da un’unità immobiliare ed impianto termico autonomo, è costituito dall’involucro edilizio e dall’impianto termico che lo climatizza.

In riferimento a quanto sancito al punto 10.2 della DGR VIII/8745, l’attestato di certificazione energetica può riferirsi a una o più unità immobiliari, facenti parte di un medesimo edificio. Quest’ultima possibilità è consentita solo nel momento in cui le unità immobiliari siano servite dal medesimo impianto termico destinato alla climatizzazione invernale o al solo riscaldamento, abbiano la medesima destinazione d’uso e sia presente un unico proprietario o un amministratore.

 

11.3 Se mancano i dati riferiti a un sottosistema dell'impianto (p.e. del generatore) devo fare la certificazione energetica dell'edificio?

Sì, è specificato nella DGR n. VIII/8745 al punto 97. I dati devono essere acquisiti mediante libretto di centrale, targhe presenti su ciascun sottosistema, schede tecniche, dati forniti dal costruttore, etc

 

11.4 Per determinare il limite di EPH dell'edificio devo conoscere i gradi giorno "GG" della località in cui è situato l'edificio e il suo rapporto S/V. Ma quale superficie disperdente "S" devo considerare?

La superficie disperdente, S, da considerare ai fini del calcolo dell'energia primaria limite per il riscaldamento invernale dell'edificio, EPH limite, è data dalla somma delle superfici degli elementi opachi e trasparenti rivolti verso l'esterno, ovvero verso ambienti non dotati di impianti di riscaldamento.

 

ESEMPIO 1:

Calcolare il rapporto S/V per l'unità immobiliare "ABCDEFGH" indicata in giallo scuro, confinante con l'esterno (faccia "ABFE", soletta), con il terreno (basamento), con il corpo scale non riscaldato (faccia "BDHF") e con altre unità immobiliari riscaldate (faccia "ACEG", faccia "CDHG"):

ESEMPIO 2:

Ai fini del calcolo della superficie disperdente per il calcolo del rapporto S/V si considerano le facce rivolte verso ambienti non riscaldati, la faccia rivolta verso l'esterno, la soletta controterra e la copertura. A tal fine si considerano riscaldati gli ambienti climatizzati tramite impianti termici centralizzati o tramite impianti termici autonomi.

 

 

11.5 Devo fare la certificazione energetica di un appartamento situato all'interno di un edificio dotato di impianto di riscaldamento centralizzato. Come considero le pareti rivolte verso gli appartamenti (riscaldati) adiacenti a quello oggetto di certificazione?

Se l'appartamento adiacente a quello oggetto di certificazione energetica è servito dallo stesso impianto di riscaldamento si considera che la parete posta tra le due unità immobiliari non sia disperdente.

 

11.6 Quale area considero nel calcolo del coefficiente di dispersione termica per trasmissione HT?

Ai fini del calcolo del coefficiente di dispersione termica per trasmissione occorre considerare l'area lorda esterna del componente, comprensiva di tamponamento e ponti termici (area contornata in rosso nella figura sottostante).

 

 

Nel caso di certificazione di singola unità immobiliare dotata di impianto termico autonomo si considera l'area, misurata dall'esterno, comprensiva dell'intera soletta superiore, inferiore e delle strutture di separazione dalle altre unità immobiliari (NON si deve considerare la mezzeria).

 

11.7 Come mi comporto se nell’edificio da certificare ci sono diverse tipologie di terminali di erogazione?

Nel caso in cui nell’edificio da certificare ci siano diverse tipologie di terminali di erogazione, occorre determinare il rendimento di emissione di tali apparecchi facendo una media dei rendimenti dei differenti sistemi pesata sul volume riscaldato da ognuno di essi, secondo la seguente equazione:

 

11.8 In caso di impianto centralizzato, è possibile fare la certificazione energetica dell'intero edificio prendendo in considerazione un appartamento "rappresentativo"?

No. Solo nel caso in cui si debba produrre un ACE per una singola unità immobiliare facente parte di un edificio dotato di impianto termico centralizzato, l'ACE può fondarsi o sulla valutazione delle prestazioni energetiche dell'unità interessata oppure su una comune dell'intero edificio. Quest'ultima possibilità è comunque consentita solo nel caso in cui tutte le unità immobiliari che si stanno certificando abbiano la medesima destinazione d'uso.

 

11.9 Cosa si intende per potenza degli ausiliari?

E' il fabbisogno di energia elettrica degli ausiliari dei sistemi di emissione, distribuzione, accumulo e generazione. ATTENZIONE: nelle maschere del software inerenti il generatore di calore vanno inseriti i valori della potenza elettrica del bruciatore e delle pompe.

 

11.10 Se sto certificando un’unità immobiliare facente parte di un edificio servito da un impianto centralizzato, come inserisco la potenza del generatore?

Nel caso in cui l’attestato di certificazione energetica riguardi un’unità immobiliare è necessario inserire come potenza del generatore di calore la quota parte di potenza nominale totale del generatore pesata sul volume riscaldato oggetto di certificazione.

 
11.11 Se devo verificare i limiti di trasmittanza termica di strutture orizzontali sul suolo, come faccio ad individuare il sistema struttura-terreno?

Per la verifica dei limiti di trasmittanza termica delle strutture orizzontali sul suolo è necessario fare riferimento a quanto riportato nella norma UNI EN ISO 13370.

 
11.12 Come considero una scala riscaldata all’interno dell’unità immobiliare che sto certificando?

Se la scala interna all’unità immobiliare è riscaldata in tutto il suo sviluppo, è necessario considerare nel calcolo dell’area utile e lorda la proiezione in pianta delle rampe relative ad ogni piano.

 

11.13 Nel caso in cui l’ultimo solaio di un ambiente riscaldato confini con un sottotetto non abitabile e non riscaldato, quale superficie disperdente e relativa trasmittanza termica devo considerare?

Se il sottotetto confinante con l’ambiente riscaldato è aerato e/o presenta pareti laterali verticali (sottotetto con sezione non triangolare), ai fini del computo della superficie disperdente, S, si considera come tale, l’area lorda dell’ultimo solaio con la relativa trasmittanza termica.
Se il sottotetto confinante con l’ambiente riscaldato non è aerato e non presenta pareti laterali verticali (sottotetto con sezione triangolare), ai fini del computo della superficie disperdente, S, si considera come tale, l’area lorda dell’ultimo solaio con la trasmittanza termica relativa al pacchetto ultimo solaio+intercapedine+copertura, calcolata secondo la norma UNI EN ISO 6946.

 
11.14 Sto certificando un’abitazione che presenta al suo interno un soppalco riscaldato, come lo considero ai fini dei calcoli per la certificazione energetica?

Se il soppalco è riscaldato, è necessario considerarlo nell’area utile e lorda per la parte in cui possiede un’altezza superiore ad 1,5 m.

 

11.15 Sto progettando una villetta unifamiliare con l’impianto termico così costituito: una caldaia a condensazione, un bollitore elettrico per la produzione di ACS e un impianto solare fotovoltaico. Se l’impianto fotovoltaico copre almeno il 50% di fabbisogno di energia primaria per la produzione di ACS posso considerare soddisfatto quanto disposto al punto 6.5 DGR VIII/8745?
 
Sì, in quanto il punto 6.5 DGR VIII/8745 prevede l’obbligo di progettare e realizzare l’impianto di produzione dell’energia termica in modo da coprire almeno il 50% di fabbisogno annuo di energia primaria richiesta per la produzione di ACS attraverso il contributo di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabili. Si ricorda che, considerato che il contributo fornito dall’impianto solare fotovoltaico è fornito in kWh en. elettrica e che la verifica della copertura del 50% di fabbisogno annuo è richiesta in energia primaria kWh en. primaria, è necessario applicare il fattore di conversione corrispondente al rendimento del sistema elettrico nazionale, pari a 0.41 kWh en. elettrica/ kWh en. primaria.

 

11.1(modificata il 11/05/2011 a seguito delle numerose richieste riguardanti la modalità di produzione ACE per singoli subalterni costituiti esclusivamente da sottotetti con altezza media inferiore a 2,4 m o 2,1 m) Quale superficie utile, volume netto e volume lordo considerare nel caso di edificio riscaldato composto da un piano terra con altezza netta pari a 3.20 m e da un sottotetto con altezza variabile?

Visto quanto previsto dal comma 6, art.63 Legge Regionale n. 12/2005, supponiamo di prendere in considerazione l’edificio rappresentato in figura.

 
Superficie utile = FG + QR*
 
* Per sottotetti con altezza media H ≥ 2.40 m (≥ 2.10 m per località con altitudine maggiore o uguale a 600 m s.l.m.), ai fini del calcolo del fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione, occorre considerare la superficie utile riscaldata che presenta un’altezza netta H ≥ 1.50 m.
 
Volume netto = FGHI + LMNOP
Volume lordo = ABCDE
 
dove l'altezza media H è calcolata dividendo il volume della parte di sottotetto la cui altezza superi i metri 1,50 per la superficie relativa.
 
Qualora il sottotetto avesse un’altezza media H < 2.40 m (< 2.10 m per località con altitudine maggiore o uguale a 600 m s.l.m.), ai fini del calcolo del fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione, si dovrebbero considerare tali dati:
 
Superficie utile = FG
Volume netto = FGHI + LMNOP

Volume lordo = ABCDE

 

11.16 Quale superficie utile, volume netto e volume lordo considerare nel caso di edificio composto da un piano terra e da un sottotetto riscaldato?

Supponiamo di prendere in considerazione l’edificio rappresentato in figura.

 
Ai fini della compilazione dell'ACE occorrerà comportarsi nel seguente modo:
Superficie utile = FG + QR*
 
*Ai fini del calcolo del fabbisogno di energia primaria per la climatizzazione, occorre considerare la superficie utile riscaldata che presenta un’altezza netta H ≥ 1.50 m.
 
Superficie lorda = superficie utile + spessori dei muri
Volume netto = FGHI + LMNOP
Volume lordo = ABCDE

 

 

11.17 Sto certificando un edificio che rientra nelle condizioni di cui al punto 5 del DDG n. 14006; ho terminato la redazione dell’ACE con il software CENED, che file devo caricare nel catasto energetico?

Il certificatore che si avvale della possibilità prevista dal punto 5 del DDG n. 14006 deve redigere l’ACE con il software CENED Versione 1.08.06.19, scaricabile dal sito www.cened.it/Cened_ante_26_10_09 e caricare nel catasto energetico il file con estensione CND.

Il certificatore può in ogni caso decidere di non avvalersi di quanto previsto al punto 5 del DDG n. 14006 e dunque redigere l’ACE utilizzando il software CENED + e conseguentemente caricare nel catasto il file con estensione .xml

In tali casi è consigliabile indicare all'interno del software CENED+ nel campo "ACE relativo a:", la dicitura "ALTRO", specificando nel CAMPO NOTE del software la data di protocollazione del titolo abilitativo presso il Comune.

 

11.18 Nel caso di certificazione energetica di unità immobiliari che comprendano anche box e/o cantine riscaldate, il soggetto certificatore come si deve comportare?

È necessario redigere la certificazione energetica secondo l’effettivo stato di fatto dell’edificio e considerare tutte le aree effettivamente riscaldate. Pertanto, nel caso in cui siano presenti box e/o cantine riscaldate , al fine di determinarne il fabbisogno di energia primaria, proceda a considerare i relativi volumi riscaldati e le superfici riscaldate che presentano un’altezza netta superiore a 1,50 m.

Qualora nel box e/o nella cantina siano presenti terminali di emissione scollegati dall’impianto di distribuzione o comunque dotati di dispositivi che ne impediscano l’uso effettivo e sui quali sia stato apposto un sigillo, tali locali non devono essere considerati nel calcolo degli indicatori di prestazione energetica. L’effettivo stato di fatto deve, in questo caso necessariamente, essere suffragato da fotografie o da opportuna documentazione tecnica.

Le F.A.Q. presenti nella sezione - elaborate a seguito di un attento esame della normativa regionale in tema di certificazione e efficienza energetica - esprimono l'opinione dell'Organismo Regionale di Accreditamento e non possono e non intendono sostituirsi a quelle fornite dal Legislatore.

 
 
 
 
 
 
 

 
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Regione Lombardia