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Direttiva 2010/31/UE

Entra in vigore oggi la direttiva europea 2010/31/UE sulla prestazione energetica in edilizia.

 

Il 19 maggio 2010 il Parlamento Europeo ha approvato la Direttiva Europea 2010/31/UE sulla prestazione energetica in edilizia (rifusione della Direttiva 2002/91/CE).

 

Le novità introdotte con il testo pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 18 giugno 2010.

 

  • Ogni stato membro fissa i requisiti minimi di prestazione energetica sia per i nuovi edifici che per gli edifici esistenti, che devono essere rivisti a scadenze regolari non superiori ai 5 anni e aggiornati in funzione dei progressi tecnici nel settore edilizio (art.4 – c. 1). In particolare nel caso di nuove edificazioni si deve sempre valutare la fattibilità tecnica di sistemi di generazione di calore ad alta efficienza (cogenerazione, teleriscaldamento, pompe di calore, …). Le performance richieste sono definite al fine di raggiungere livelli ottimali in funzione dei costi. In particolare la Commissione definirà, entro il 30 giugno 2011, un quadro metodologico comparativo che permetterà agli Stati membri di definire i livelli ottimali.
  • Viene introdotto il concetto di edificio a energia quasi zero (art.9): edificio ad altissima prestazione energetica con fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo, coperto in misura molto significativa da fonti rinnovabili. Entro il 31 dicembre 2018 tutti gli edifici di nuova costruzione occupati da enti pubblici o di loro proprietà dovranno essere a energia quasi zero, obbligo che si estenderà a tutte le nuove edificazioni a partire dal 31 dicembre 2020.
  • Per quanto riguarda la certificazione energetica degli edifici il legislatore sottolinea fortemente l’importanza delle raccomandazioni per il miglioramento della prestazione energetica, che devono essere obbligatoriamente inserite in ogni attestato. Il certificato energetico deve essere rilasciato nel caso di vendita o di locazione di una singola unità immobiliare o di un intero edificio e nel caso di edifici occupati da enti pubblici e abitualmente frequentati dal pubblico qualora la loro superficie utile sia superiore a 500 metri quadri (tale valore limite a partire dal 9 luglio 2015 scenderà a 250 metri quadri). Per quanto riguarda l’obbligo dell’ACE nel caso di vendita, la Direttiva specifica che, se questa avviene prima dell’effettiva costruzione dell’edificio, il venditore è tenuto in ogni caso a fornire una valutazione della futura prestazione energetica. In tutti gli annunci immobiliari, sia di compravendita che di locazione, dovrà essere specificata la classe energetica dell’immobile. La direttiva ribadisce l’indipendenza del Soggetto certificatore dall’edificio che certifica, così come già sancito dalla Direttiva 20002/91/CE.
  • Al fine di assicurare la qualità della certificazione energetica, ogni Stato membro deve istituire un sistema di controllo indipendente, la cui organizzazione può essere delegata a soggetto terzo. Gli ACE da sottoporre a controllo sono selezionati in modo casuale e almeno una percentuale statisticamente significativa di tutti gli attestati di prestazione energetica rilasciati nel corso di un anno deve essere sottoposta a verifica. La verifica si basa sul controllo della validità dei dati utilizzati ai fini della certificazione energetica dell’edificio e dei risultati riportati nell’attestato di prestazione energetica, oltre che delle raccomandazioni inserite. Il controllo è espletato anche effettuando una visita in loco dell’edificio.

 

La Direttiva Europea 2010/31/UE dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 9 luglio 2012.

 

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